martedì, 22 aprile 2008

Faccio parte di quella generazione che di internet ha vissuto le prime conquiste e le grandi vittorie. Che ha visto la nascita di una comunità internauta dai confini tendenti all'infinito. Che ha imparato che la regola "non ci si nasconde dietro un dito" vale ovunque tranne che qui: il posto dove tutto è possibile e tu puoi essere la persona fantasticasimpaticabrillantementeeuforica che avresti sempre voluto.

Faccio anche parte di quelle persone per cui in internet sei una X in mezzo ad una galassia di X. La zona franca. Puoi fare e scrivere quel che vuoi: finché te stesso lo vuoi, qua dentro non hai identità certa.

E adesso, a 13 anni di distanza dalla prima volta che mi sono collegata alla rete, ho la netta (ed inquietante) sensazione che qualcosa sia effettivamente cambiato. Che il web sia non più l'alternativa alla realtà, dove scoprire nuovi pseudo-ego, ma una vera e propria seconda carta d'identità in questo nuovo mondo binario: reale-virtuale.



Non è per fare il pippone eh... però... mi è bastato digitare la semplice parola "Disney" su Google, per accedere quasi direttamente a tutte le niuuus più personali e gossippare di una mia ex collega cantante
[visto che uno dei suoi blog ci annuncia che la stessa sarà <<a breve impalmata e da breve impregnata??!? WOW! Ecco perché ha lasciato tutto!!!>> (verosimile reazione di tutti gli informati della vicenda)] scappata da scuola in teoria per altri impegni... in pratica vedi sopra!

E quindi mi chiedo, bastano tre parole per far sì che chi mi conosce almeno minimamente possa rintracciarmi in questo marasma di letterine digitate nel silenzio? Da un lato mi spaventa: a pensarci mi vengono i brividi. Insomma ma allora non siamo liberi neppure qui? D'altra parte: qualcuno che conosco magari mi sta leggendo in segreto e magari ha l'opportunità di conoscere meglio alcuni lati di me stessa che di solito non sbandiero ai quattro venti.

Poi... che favola! avere l'opportunità di dire quel che si pensa di chi si vuole senza dirlo direttamente in faccia. Che internet sia diventata una sorta di rete di salvataggio per le relazioni interpersonali reali? Il non-posto dove mettere in piazza questioni troppo scottanti per l'aria reale? Che il vero scopo della nascita di questo spazio fittizio sia proprio questo?

Il materassino gonfiabile che tutti vorrebbero per pararsi il culo nei momenti più difficili???

FREE
THE
WEB!

NOW!

laCiotta, 23:03, commenti (2)?

*le coeur a ses raison que la raison ne connait point*

sabato, 19 aprile 2008

Quando ce vo'... ce vo'!

Concerto andato benissimo mercoledì sera. Certo... la paura non manca mai. Ma è proprio questo che ti dà la carica, la spinta, la benzina. E io voglio bruciare. Ardo dal desiderio di stare lì davanti, con un sacco di testoline nella penombra che non aspettano che te.
Mercoledì poi erano pure presenti sindaco-prefetto-e tutto il resto delle alte cariche istiuzionali. Un blocco in più? Sia mai! E quanto mi sono divertita a cantare con la prima fila fatta di questi omuncoli messi lì apposta per farsi bistrattare dal sangue che tira fuori l'opera di De Falla. Ah che soddisfazione!

Prima di cantare ho nascosto una rosa rossa dentro la coda del pianoforte aperto (cassa armonica improvvisata per far sentire meglio la chitarra). L'ultimo pezzo "Polo", il più aggressivo, sanguigno, passionale... l'ho afferrata e, nell'ultimo acuto fatto di amore tradito, l'ho gettata a terra.

E' stato un successo e sia io che il mio compagno non possiamo far altro che goderci il post concerto fatto di persone che fanno a gara per venirti accanto e dirti "ma quanto sei brava!". Lo so... è un pensiero egoista. Ma chi ha mai detto che io non lo sia. Poi ti ripaga di tutto il tempo e la fatica e l'impegno e lo studio che abbiamo messo insieme per riuscire in un'impresa decisamente non facile.

Eppoi non è che una gocciolina nell'universo. Perché quello che provo quando sono lì che do vita a suoni e vibrazioni solo io lo posso capire. Solo io ed il personaggio che vive dentro di me.

laCiotta, 13:48, commenti (1)?

*le coeur a ses raison que la raison ne connait point*

sabato, 19 aprile 2008

Oggi mi sento un'onda. Oggi sono borderline. Oggi sono lì lì sul limite. Gonfio, gonfio e continuo a gonfiare. Piena di schiuma bianca. Ed il cielo mi guarda. Sono un'onda. La più grande, la più pericolosa. Attenzione, sono pericolosa. Oggi sono un'onda. Oggi sento che sto per infrangermi. Se poi sia la dolce risacca della spiaggia o il passionale urto con lo scoglio... beh ancora questo non lo so. Ma avverrà. Io sono come un'onda. Nutritemi ancora un po' e vedrete la mia potenza. Nutritemi ancora un po' e morirò con voi. Toccatemi pure, ma sono veleno. Toccami pure. Ecco. Lo vedo, si avvicina. Lo voglio. Lo desidero. Coperta di bolle bianche. Mi fletto ad arco. Quell'unico istante, è mio. Sospiro. Lo voglio. ucciderei per averlo. Non provate a togliermelo. Non potrete togliermelo. Non ce la farai. Io sono un'onda. Mi avvolgo, mi bagno, vivo.
E' mio.



laCiotta, 00:44, commenti (1)?

*le coeur a ses raison que la raison ne connait point*

martedì, 15 aprile 2008

... por que no nos ven hablar.


Riecchime.
Oggi giornata a metà tra novembre e maggio qui dalle mie parti.
Umore allo stesso livello più o meno.

Ma vi è mai capitato di rileggere cose scritte da voi qualche anno indietro nel tempo... e dire: "Ma ero io?... Ma davvero???!".  A me oggi è capitato. Figo.

Oggi sono molto monosillabica. Sarà anche che domani sera c'è un bel concerto al quale io partecipo come unica cantante della serata. E non posso sprecare le corde vocali "parlando troppo".

Mi sto facendo un'overdose delle cazzate che ho scritto. [E chi capisce la citazione dottissima me lo sposo! LO GIURO!]

Per gli interessati, la mia performance di domani sera mi vedrà cantare le bellissime "Siete canciones populares españolas" di De Falla per voce e chitarra. Sono belle toste devo dire, ma intense. Cercherò di dare il massimo, bel consapevole che sono state scritte per mezzosoprano e non per soprano.

Vi lascio in dono "Jota", la mia preferita tra le 7. E guardate che la Berganza così giovane che canta De Falla è un regalo
IMMENSO!


  E che poi è anche qui.

laCiotta, 17:16, commenti (2)?

*le coeur a ses raison que la raison ne connait point*

mercoledì, 09 aprile 2008

...up?


Rimetto "polpastrelli" in questo angolino virtuale dopo migliaia di milioni di peripezie e di problematiche di ogni stazza, peso e misura. Convinta che alla sfiga non c'è limite, a parte quello dettato dalla propria volontà, spero fiduciosa in un cambio di direzione delle cose... E perché non ricominciare proprio col portare avanti questo pezzo di carta virtuale? Mi va di cominciare a pensare a me come una persona che le proprie risorse le sa gestire... voglio essere una persona con palle, contropalle e conchiglia protettiva. Voglio essere! Voglio, voglio, voglio!

C'è di nuovo che mi va di guardare nella mia direzione. Unica frontiera per guardare in ogni direzione possibile.

laCiotta, 21:28, commenti ?

*le coeur a ses raison que la raison ne connait point*

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