E buon inizio settimana a tutti! Il mio è stato un Lunedì mattina all'insegna del raffreddore, ma sopravvivo. Eh beh. Devo dire che, però, quest'influenzina ha portato dei buoni doni durante il
uiichend [weekend]:

Innanzi tutto ho avuto modo di assistere ad una nuova eccitante televendita televisiva. Il prodotto si chiama
Nicer Dicer. Immagino sia ovvio che è un troiaio che serve per fare a dadini il cibo. Ora, siccome ho un master in
Comunicazione delle minchiate nelle televendite, alla vista di questo ennesimo dono del marketing statunitense non ho potuto fare a meno di notare una cosa: gli americani hanno un odio insano per le cipolle, ma ne sono allo stesso tempo irrimediabilmente attratti. Ma perché in ogni dannatissima televendita devono per forza trovare un rimedio per non toccare con mano il bulbo sopradetto? Ma, soprattutto, perché poi lo devono infilare ovunque? E con questo interrogativo vi lascio la ricetta della
Caprese-secondo-loro:
prendere una ciotolozza, all'interno mischiare una mozzarella dal colore indefinito fatta a cubettini microscopici, idem con pomodoro, aggiungere una cipolla rossa, una cipolla bianca e un hg di basilico. (
???...)

Poi io e il mio ragazzo ci siamo messi a guardare un bel documentario sulla Teoria delle stringhe (
a sinistra una stringa). Per chi non sapesse cos'è... VERGOGNA! Vabbè comunque sono buona e vi provo a spiegare un po' (anche perché pure io fino a ieri ne sapevo il giusto...): dunque è anche detta teoria del tutto perché raggruppa le maggiori teorie delle forze che regolano la fisica dell'universo. E... per farla breve... vorrebbe dimostrare che l'universo è formato da tantissime particelle dalla grandezza infinitisemale che vibrano, si muovono, creano spazio, si allargano. Il tutto come, per esempio, delle corde di violoncello.
E al pensiero di un universo simile ad un'immensa sinfonia di stringhe mi stavo quasi per commuovere... Se non fosse stato per il mio ragazzo che russava sulle mie ginocchia. A quanto pare lui non c'ha capito proprio un
quanto.

Infine ho fatto il simpson pure del mi' omo.
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... non c'ho un cazzo da fare.