Quando ce vo'... ce vo'!
Concerto andato benissimo mercoledì sera. Certo... la paura non manca mai. Ma è proprio questo che ti dà la carica, la spinta, la benzina. E io voglio bruciare. Ardo dal desiderio di stare lì davanti, con un sacco di testoline nella penombra che non aspettano che te.
Mercoledì poi erano pure presenti sindaco-prefetto-e tutto il resto delle alte cariche istiuzionali. Un blocco in più? Sia mai! E quanto mi sono divertita a cantare con la prima fila fatta di questi omuncoli messi lì apposta per farsi bistrattare dal sangue che tira fuori l'opera di De Falla. Ah che soddisfazione!
Prima di cantare ho nascosto una rosa rossa dentro la coda del pianoforte aperto (cassa armonica improvvisata per far sentire meglio la chitarra). L'ultimo pezzo "Polo", il più aggressivo, sanguigno, passionale... l'ho afferrata e, nell'ultimo acuto fatto di amore tradito, l'ho gettata a terra.
E' stato un successo e sia io che il mio compagno non possiamo far altro che goderci il post concerto fatto di persone che fanno a gara per venirti accanto e dirti "ma quanto sei brava!". Lo so... è un pensiero egoista. Ma chi ha mai detto che io non lo sia. Poi ti ripaga di tutto il tempo e la fatica e l'impegno e lo studio che abbiamo messo insieme per riuscire in un'impresa decisamente non facile.
Eppoi non è che una gocciolina nell'universo. Perché quello che provo quando sono lì che do vita a suoni e vibrazioni solo io lo posso capire. Solo io ed il personaggio che vive dentro di me.